<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" >

<channel><title><![CDATA[Liuteria Galermo - Handmade Musical Instruments - Blog]]></title><link><![CDATA[https://www.friscalettu.com/blog]]></link><description><![CDATA[Blog]]></description><pubDate>Sun, 14 Sep 2025 19:01:41 +0200</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[Le zampogne antiche funzionano meglio di quelle nuove?]]></title><link><![CDATA[https://www.friscalettu.com/blog/le-zampogne-antiche-funzionano-meglio-di-quelle-nuove]]></link><comments><![CDATA[https://www.friscalettu.com/blog/le-zampogne-antiche-funzionano-meglio-di-quelle-nuove#comments]]></comments><pubDate>Sun, 13 Jul 2025 14:20:47 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.friscalettu.com/blog/le-zampogne-antiche-funzionano-meglio-di-quelle-nuove</guid><description><![CDATA[Zampogna secolare fortemente manomessa. Fori e cameratura interna allargata, fuso della quarta sostituito con uno di manifattura diversa e il foro della campana della quarta anch'esso allargato. di Giuseppe RobertoUn insieme di credenze consolidatesi negli ultimi decenni attribuiscono virt&ugrave; superiori alle zampogne antiche, rispetto agli strumenti nuovi. Innanzitutto, per un discorso legato alla materia prima, ovvero il legno. Essendo pi&ugrave; vecchio (in molti casi superando anche il se [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:0px;*margin-top:0px'><a><img src="https://www.friscalettu.com/uploads/1/6/9/3/16935738/published/whatsapp-image-2025-07-13-at-16-27-47.jpeg?1752422594" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:0; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption">Zampogna secolare fortemente manomessa. Fori e cameratura interna allargata, fuso della quarta sostituito con uno di manifattura diversa e il foro della campana della quarta anch'esso allargato.</span></span> <div class="paragraph" style="text-align:left;display:block;"><u><strong>di Giuseppe Roberto</strong></u><br /><br />Un insieme di credenze consolidatesi negli ultimi decenni attribuiscono virt&ugrave; superiori alle zampogne antiche, rispetto agli strumenti nuovi. Innanzitutto, per un discorso legato alla materia prima, ovvero il legno. Essendo pi&ugrave; vecchio (in molti casi superando anche il secolo di et&agrave;), si crede suoni meglio rispetto a legni pi&ugrave; giovani. Per il buon funzionamento di una zampogna, la qualit&agrave; del legno non &egrave; l&rsquo;unico fattore che incide e non &egrave; neanche il pi&ugrave; importante. Un legno nuovo, che presenta qualit&agrave; organolettiche idonee per essere un buon risuonatore, si palesa sin da subito come tale. Successivamente, con l&rsquo;uso stabile e prolungato dello strumento, percepiamo un miglioramento ulteriore delle qualit&agrave; sonore. Quindi<strong> un buon legno &egrave; tale sin da subito e se non lo &egrave;, non sar&agrave; di certo l&rsquo;et&agrave; a migliorarlo</strong>. L&rsquo;altro grande zoccolo duro di credenze riguarda le caratteristiche estetiche: le forme della manifattura e la presenza di forti manomissioni sullo strumento sono viste come un altro segno inconfutabile di qualit&agrave;. La presenza di determinate torniture indica la scuola di costruzione della zampogna e permette di risalire allo specifico costruttore, l&igrave; dove la memoria collettiva lo permette (&egrave; il caso dei mastri storici di Rometta). L&rsquo;attribuzione delle zampogne a questo o a quel costruttore del passato diventa la garanzia del soddisfacimento delle proprie aspettative musicali. Con convinzione ferrea si decantano in maniera indiscussa i meriti dei costruttori del passato per quelle zampogne antiche che ancora oggi suoniamo e delle quali facciamo realizzare anche delle copie. Oltre alle forme della tornitura, le altre caratteristiche estetiche viste come segno di indiscutibile qualit&agrave; sono rappresentate dalla presenza di profonde manomissioni su diverse parti dello strumento. In particolare,<strong> fori enormi scavati a coltello, nonch&eacute; il taglio parziale di alcuni segmenti di fuso</strong> (i tenoni superiori, raramente quelli inferiori nei bordoni). Nella realt&agrave; dei fatti, queste ultime caratteristiche sono modifiche che lo strumento ha subito dopo essere uscito dalla bottega di costruzione, quindi non imputabili all&rsquo;artigiano, modifiche amatoriali &ldquo;fai da te&rdquo; spesso eseguite anche a distanza di molto tempo dalla costruzione dello strumento. Queste manomissioni avvenivano nel momento in cui lo strumento nella sua forma originaria, concepita per l&rsquo;uso delle ance doppie (pipite), finiva per montare delle ance semplici (zammare), con conseguente necessit&agrave; di ottenere un risultato sonoro sufficientemente accettabile l&igrave; dove non vi poteva essere per natura. Quindi, nei vari tentativi fatti dai cunzatura (costruttori di ance) per far funzionare la zampogna con le zammare e per cercare di ottenere il volume e la qualit&agrave; timbrica perduti, alcuni fori venivano spesso allargati a dismisura per poi essere di nuovo rimpiccioliti con la cera in superficie; venivano realizzati a volte fori di sfiato aggiuntivi oltre quelli gi&agrave; presenti; dopo,<strong> venivano allargate le camerature interne delle canne mastre</strong>, a volte anche molto, nella speranza di dare pi&ugrave; volume allo strumento; i tenoni (micci) venivano variamente accorciati come abbiamo detto prima. Naturalmente a questo punto noi non abbiamo pi&ugrave; in mano la zampogna che era stata realizzata dal costruttore: le modifiche sancivano un punto di non ritorno; se finalmente l&rsquo;uso delle zammare era stato leggermente facilitato, il ritorno all&rsquo;uso delle pipite risultava compromesso, nella maggior parte dei casi non pi&ugrave; fattibile. Consideriamo quindi questo processo storico di modifica agli strumenti antichi, che hanno attraversato il ventesimo secolo per arrivare a noi. <strong>Perch&eacute; si va ad attribuire il merito della presunta funzionalit&agrave; della zampogna antica al costruttore originario se in realt&agrave; lo strumento ha subito successivamente profonde modifiche, diventando un&rsquo;altra cosa rispetto a quello che era prima?</strong> Se da un lato &egrave; comprensibile l&rsquo;attaccamento culturale e affettivo a una zampogna che ha visto trascorrere i decenni in mano ai suonatori storici delle proprie comunit&agrave;, dall&rsquo;altro &egrave; oggettivamente poco concreto attribuire potenzialit&agrave; superiori che di fatto nel fenomeno sonoro reale non trovano riscontro e per giunta attribuendole al costruttore originario, che aveva realizzato uno strumento che suonava completamente in modo diverso da come lo facciamo suonare oggi.<br /><strong>Anche qui dobbiamo porci la domanda se rifarci esclusivamente alla tradizione del sentito dire o cominciare a guardare alle zampogne con un approccio reale e razionale, facendoci delle domande e cercare di comprendere, vivendo personalmente l&rsquo;esperienza sonora del nostro tempo senza essere pi&ugrave; ripetitori passivi e disfunzionali di un tempo e di un&rsquo;esperienza sonora vissuti da altri.</strong></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.friscalettu.com/uploads/1/6/9/3/16935738/whatsapp-image-2025-07-13-at-16-27-42_orig.jpeg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>